Piccolo comune montano, attraversato dal Rio Bovecchia, in estate diventa un’oasi per chi ci vive e per chi, venendo da fuori, cerca un contatto diretto con la natura, lontano dal caos delle città.

Le origini di Granaglione sono risalenti tra il X e l’XI, quando la Signorìa degli Stagnesi ne prese possesso e infatti nel XIII secolo era detto “Terra Stagnese”. Esisteva un castello documentato per la prima volta nel 1211, ancora oggi esistente e in buone condizioni, di proprietà privata e da cui si può ammirare sia Granaglione nella sua interezza e bellezza paesaggistica sia la visione di altri borghi montani.

Nel corso dei secoli, soprattutto negli anni ’60, con l’avvento dell’industria e dell’urbanizzazione nelle città, il fenomeno dell’emigrazione ha spopolato completamente molte di esse. Ma le radici sono radici e d’estate e nei periodi festivi, quelle borgate completamente silenziose e disabitate parlano ancora con le loro finestre aperte, le luci accese di sera, la musica, il ritrovarsi fra vecchi amici, le chiacchiere davanti alla porta di casa o ai bordi del fiume Reno, le feste paesane e religiose. La festa del santo patrono ricorre il 6 dicembre di ogni anno e partecipa con spontaneità e fervore tutta la popolazione. Documentata per la prima volta nel 1200, nei secoli successivi fu oggetto di ampliamenti e restauri che si conclusero nel 1780 per avere in via definitiva l’attuale aspetto. Accanto ad essa si trova l’Oratorio del Santo Spirito, che appartenne all’omonima Confraternita, costruito nella seconda metà del Cinquecento e restaurato nel 1726. Guardando a sinistra s’intravede il Castello, grigio e dominante con i suoi merli, testimoni di eventi secolari.

Oggi Granaglione con i suoi 2000 e più abitanti e fa parte di quella fascia dell’Appennino Tosco Emiliano conosciuta come Alto Reno e dove dal 18 al 21 settembre del 2014 si è svolto nei quattro comuni dell’Unione (Granaglione, Porretta Terme, Camugnano, Lizzano in Belvedere) il 1° Festival dell’Acqua, per riscoprire l’acqua in tutte le sue forme, con una serie di iniziative culturali, ambientali, sportive, escursionistiche e gastronomiche alla riscoperta delle innumerevoli sorgenti , che fanno di Granaglione uno dei pochi comuni con tanta ricchezza d’acqua. Per l’occasione l’Unione ha bandito un concorso “Un sigla per il festival”, dove si è classificato al primo posto il compositore Andrea Pizzuti di Granaglione con il brano “Acqua pura”.

Un’altra Sagra importante della Pro-Loco di Granaglione è quella delle tagliatelle nel mese di agosto, sono preparate rigorosamente a mano con un impasto di farina e ortiche del luogo, si fondono con lo speck e il parmigiano, valorizzando così una pianta spontanea e naturale della montagna. Non sono meno importanti le altre Pro Loco quali Boschi, Borgo Capanne, Casa Boni, Biagioni, Vizzero, Molino del Pallone, Ponte della Venturina, Pro Loco “Il Quinto” di Casa Calistri, che con le loro iniziative di aggregazione e buona gastronomia, fanno di questo territorio un forte richiamo per gli abitanti e turisti all’insegna della “movida granaglionese”.

Ed è per tutto questo che non bisogna rinunciare a un viaggio così.